Questo è il mio blog..
Attraverso questo blog voglio parlare di crescita personale e di quel che faccio nel mio lavoro…cerco di fare del mio meglio ogni giorno per aumentare la qualità della mia vita e quella degli altri, non sono perfetta, e neanche vorrei esserlo.
Ma ho uno scopo abbastanza ambizioso, aiutare gli altri a migliorare e raggiungere risultati, perchè adoro la gente e perchè credo che da soli non si arrivi da nessuna parte e poi, chiamatelo “egocentrismo” ma mi diverte da impazzire essere protagonista!!!
15ottobre
2010
BENVENUTO!!
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11febbraio
2012
QUANDO L’ALLIEVO E’ PRONTO IL MAESTRO APPARE…
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Tra le tante cose che faccio nel mio lavoro la principale credo sia quella di aiutare le persone ad ottenere i risultati che vogliono, e tra le doti che ho dovuto sviluppare e che necessariamente va sviluppata nel mio lavoro è la santa PAZIENZA. Ogni persona ha i suoi tempi, a volte trovi la persona giusta nel momento sbagliato della sua vita, a volte trovi la persona sbagliata nel momento giusto della tua vita. Quando non coincidono le due cose si fa molta più fatica, perché dalla persona sbagliata cerchi di tirare fuori l’introvabile e dalla persona giusta non si tira fuori niente perché lei non vuole. La Pazienza di continuare a cercare è fondamentale a volte è facile e si trovano personaggi molto curiosi con una grande voglia di crescere, che non aspettavano altro che l’opportunità giusta e sono di solito quelle persone che sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo ed entusiasmante e che prima o poi trovano, una delle cose che può succedere a questo tipo di persone è che dopo un po’ si stufino per andare a cercare altro. A volte trovi persone che non hanno una personalità di grande spicco e infatti loro credono poco in se stessi, ma tu ci vedi qualcosa in più, riesci ad andare oltre a quelle che sono le apparenze, e sai che lavorandoci sopra puoi tirare fuori del buono. Con la pazienza si può fare un buon lavoro sia in un caso che nell’altro, tenendo conto che ogni persona ha i suoi tempi di crescita e sviluppo, partendo dal presupposto che non possiamo trattare tutti nello stesso modo ma anzi dobbiamo usare modalità di comunicazione diverse, dobbiamo usare leve di motivazione diverse, e quando stiamo accompagnando questa persona attraverso i vari processi di crescita, dobbiamo saper rallentare quando è il momento, saper aspettare, o mettere pressione se è il caso, insomma dobbiamo calibrare ogni passo che facciamo in avanti.
Detto ciò ho una forte convinzione che mi coinvolge in prima persona perché è stata anche la mia esperienza, sono sicura che ogni persona ha i suoi tempi e tante volte ci impegniamo con persone che sappiamo già, perché dentro di noi lo sentiamo, non ci tireremo fuori niente, perché non hanno le caratteristiche o le doti necessarie e facciamo comunque un tentativo credendo di poterci riuscire. La convinzione che ho è che ho sviluppato sempre di più è quella di riconoscere a distanza l’allievo giusto, se ti senti il maestro, l’allievo pronto lo trovi, lo percepisci, si crea immediatamente un feeling e una sintonia che sai ti porterà dei risultati ed è come se quell’incontro sia stato destinato.
Quando ho frequentato il corso dove ho conosciuto Roberto Re, ero in una fase della mia vita di voglia di cambiamento, ed ero alla ricerca della mia strada, ero pronta, non dovevo andare a quell’evento, ma una serie di coincidenze mi hanno portata ad andarci e li ho conosciuto il mio maestro, è diventato il mio maestro perché ero pronta, ho sentito fin da subito che era la cosa giusta per me, e che mi ha spinta ad avvicinarmi al suo mondo e diventare oggi una delle sue collaboratrici. Questo per me è stato un grande riferimento di quando l’allievo è pronto il maestro appare e nel tempo ho sviuppato sempre di più la capacità di relazionarmi con le persone, so quando mi si avvicina un allievo pronto e uno no. Quando ho una sensazione positiva so di poter pretendere di più da quella persona, quando ho la sensazione opposta so che gli darò una possibilità e dovrò portare molta più pazienza.
A questo proposito ho imparato a sviluppare un’energia positiva nei confronti delle persone, assumere un atteggiamento solare, sorridente, divertente, questo non può che attrarre persone di quel tipo, è difficile che la persona triste e depressa ti venga a chiedere di collaborare con te nel tuo progetto, c’è troppa differenza. L’energia che generi attira le persone con quell’energia e sempre di più sperimento che questo mi aiuta ad un livello forse un po’ più spirituale che terreno di attrarre a me le persone che mi piacciono di più che mi somigliano e che desiderano in qualche modo seguirmi perché le ispiro, vogliono apprendere da me e modellare i miei risultati, questo rende le cose un po’ più semplici per la ricerca di persone, che non arrivano da sole, ma con la volontà di relazionarsi tanto scegliendo le persone che possono essere della qualità che vuoi per costruire una rete di collaboratori del target che desideri.
Ognuno di noi può essere il maestro di qualcuno, non ha importanza se vuoi esserlo nella tua famiglia, con i tuoi amici o nel tuo lavoro, la domanda che puoi farti per capire se ci riuscirai è:
IO SONO IL MAESTRO CHE SEGUIREI ?
D.B.
13gennaio
2012
HAI PAURA DI PERDERE LE PERSONE?
le persone non sono nostre e non si perdono, è molto importante essere consapevoli di qual è il significato che ogni uno di noi da alla “perdita” di cose o persone, a seconda delle esperienze avute nella nostra vita la perdita potrebbe avere un significato negativo e questa paura potrebbe essere tipica e abituale per noi. Partiamo dal principio che nel lavoro inizialmente le persone non sono coinvolte così emotivamente con noi o in quello che fanno ma se siamo bravi nel giro di poco tempo questo comincerà ad accadere, cominciamo a far vivere queste persone in un ambiente potenziante, si affezionano a noi per quello che stiamo facendo e noi ci affezioniamo a loro perché siamo sinceramente interessati alla loro crescita e perché non vediamo l’ora di vedere realizzati i loro sogni. A questo punto potrebbero cominciare le difficoltà, quando si comincia ad avere una certa confidenza reciproca, si rischia di non riuscire a dare feedback con distacco, si comincia ad aver paura di ferire personalmente quella persona e il confine sottile tra l’amicizia ed il rapporto personale smette di esserci e inizia il caos.
Io ho sempre pensato che le persone che collaborano con me le ho scelte e loro hanno scelto di lavorare nella mia struttura e nella mia azienda, esserci è una scelta e non un obbligo. Ho sempre rispettato le decisioni e le scelte di queste persone, sia che siano rimaste con me qualche settimana, qualche mese oppure sono con me da anni, non ho mai criticato una scelta di lasciare la collaborazione perché magari pensavo che quella persona stesse sbagliando e che se stava scappando dal confrontarsi perché non era ancora pronta per farlo, credo giusto che le persone facciano le loro scelte, i loro errori e le loro esperienze e che siano loro a farlo. Io non ho perso niente anzi ho guadagnato tantissimo in esperienza, nel conoscere una persona nuova che, poiché diversa da tutte le altre, mi ha permesso di crescere e di sviluppare caratteristiche e competenze in più, ogni persona che arriva e poi se ne va o resta con me è una grande opportunità di crescita e di conoscenza in più, questo è il mio atteggiamento, niente è per sempre.
Sono riuscita ad avere sempre ottimi rapporti personali e confidenziali, non con tutti ma con la gran parte, sono riuscita a guidarli dividendo amicizia da professione. Non ho mai fatto sentire il “bisogno” di loro e mi spiego meglio: se vogliamo costruire una rete di collaboratori, è chiaro che abbiamo bisogno delle persone per costruire qualcosa di grande ma non ho mai trasferito di aver bisogno proprio di “te ”, se non sei tu sarà qualcun altro , con te ci lavoro finché vorrai seguirmi e ti farai guidare, nel momento in cui deciderai che non è più quello che vuoi per me non è un problema, sarai sempre nel mio cuore, ma io lavoro con altri con chi vuole realizzare e seguirmi fino in fondo. Questo tipo di atteggiamento fa si che le persone non si sentono indispensabili per te, nonostante tu le faccia comunque sentire importanti perché finché ci sono, lo sono davvero.
Se hai paura di perdere un collaboratore o una persona vicina a te, fattala passare altrimenti la perderai, sicuro.
1- entra nell’ottica che è un percorso, un passaggio, anche se si puó stare benissimo con una persona tutta la vita, l’importante è che non lo dai per scontato.
2- le persone non sono di nostra proprietà, devono sentirsi sempre libere di scegliere.
3- se hai fatto bene il tuo lavoro un collaboratore che se ne va, non è una perdita ma una conquista, perché sarai stato il suo trampolino di lancio. E allora avanti un’altro!!!
D.B.
2gennaio
2012
PRENDITI LE TUE RESPONSABILITA’
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Hai fatto delle scelte, Hai deciso di andartene, di restare, di cambiare città, situazione lavorativa, non ti piace più quello che stai facendo, hai fatto un investimento e ti sei sbagliato, hai investito dei soldi in una società e i soci non ti piacciono più, l’azienda per cui lavori ti ha fatto delle promesse e non può mantenerle…..sei stato lasciato…………
Ogni giorno nel nostro piccolo o grande che sia ci troviamo a tirare le somme di come stanno andando le cose, in molti casi scegliamo proprio la fine o l’inizio dell’anno per farlo. Conosco persone che nel riflettere non si domandano come stanno andando le cose, o come si può fare per migliorarle, guardano ciò che è andato male e cercano un responsabile!!!! UN RESPONSABILE!!!!! AVETE CAPITO?? UN RESPONSABILE!!!!
Le persone spesso tendono a trovare un colpevole, il colpevole della conseguenza ed il prezzo che loro devono pagare. A volte un concatenarsi di scelte e di conseguenze sbagliate ci portano a dei risultati pessimi, a volte il nodo della matassa parte da molto lontano, a volte le responsabilità si dividono, si DIVIDONO, non si danno e basta.
Mi è capitato innumerevoli volte di fidarmi di qualcuno e decidere di fare un investimento, che poi si è rivelato un clamoroso errore, non mi sento di contare i soldi che ho buttato a causa di suggerimenti di amici, parenti e soci. Bene!!! Cosa faccio mi impicco io oppure impicco loro? NIENTE!!! È andata, chi ha scelto, chi si è fidato di fare quelle operazioni? Chi ha deciso di intraprendere quella strada? Chi non ha ascoltato la vocina interiore che diceva “lascia perdere che è una cavolata” a tutte queste domande c’è una sola risposta “IO!”
I miei genitori 30 anni fa hanno comprato una casa in valuta monetaria ECU, suggerito dall’esperto dei mutui della banca, avete idea negli anni novanta cosa è costata un operazione così? Hanno pagato la casa 3 volte tanto! Chi ha accettato quelle condizioni? l’ignoranza si paga, molto cara, bastava consultare qualche esperto in più, fare i conti meglio, il consulente della banca l’ha fatto in malafede? E se anche fosse, dov’è il problema? La responsabilità è stata dei miei genitori, loro avevano la libertà di sceglere la valuta per il loro mutuo. solo loro!
Una volta ho lasciato la macchina 3 giorni incustodita e mi hanno rubato tutte e 4 le gomme, avevo fatto anche un articolo su quell’evento, maledetti ladri potrei dire, ma chi ha lasciato la macchina li, invece di riportarsela a casa nel suo caro parcheggio interno? “IO!”
Insomma ci siamo capiti, siamo i responsabili della nostra felicità, della nostra vita, dei nostri risultati, delle nostre relazioni, dei nostri soldi, delle nostre attività, delle nostre amicizie, bla bla bla….qualcuno potrebbe dire “E CHE PALLE” possibile che è sempre responsabilità nostra? SI! E meno male dico io, sono molto orgogliosa di pensarla in questo modo, e di avere questo atteggiamento, sono molto più serena e quando le cose vanno male, le chiudo molto più velocemente, non porto rancore non odio nessuno, a volte posso star male ma non per lungo tempo, tendo a farmene una ragione velocemente, lascio andare, e vado avanti per la mia strada.
Quando ti trovi dopo qualche mese, un anno o forse anche di più a pensare ancora a quella cosa che non è andata come volevi, e stai ancora pensando a chi ti ha coinvolto o convinto a decidere, e sei ancora arrabbiato, perché quello che ti aspettavi era diverso, o stai ancora pensando che dovresti essere risarcito, perché ti senti moralmente o economicamente danneggiato, se sei ancora messo così, mi sento di dirti che mentre tu stai pensando al tuo passato e alle ferite emozionali che hai dentro, il tuo presente e il tuo futuro ti sfuggono dalle mani, e probabilmente non ti stai accorgendo di quanta energia potresti investire in cose più belle e più positive invece di bloccare tutto nel vecchio e nel passato.
Fermati un attimo, sono i primi giorni dell’anno e chiedi a te stesso, chi ha preso quella decisione? Chi ha accettato quella condizione? Chi ha intrapreso quella strada?
Quando hai fatto questa riflessione, e ti sei dato una risposta, perdona te stesso e l’errore che hai fatto se ne senti il bisogno, impara la lezione, e poi guarda avanti, che quello che puoi creare nella tua vita, sarà sempre meglio di quello che hai già creato.
D.B.
22ottobre
2011
ITALIAN LEADERSHIP EVENT
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Non ci sono parole per descrivere il week end trascorso a Milano, Arcimboldi la location, teatro spettacolare, una scenografia mai vista prima in un evento di formazione e un Roberto Re al massimo della sua forma. E’ stata una grande soddisfazione, portare il foulard verde creato apposta per lo staff femminile come vedere indossata la cravatta per lo staff maschile, tutta la squadra Hrd in pista, dall’ufficio, il marketing, la forza vendita lo staff ufficiale Academy, tutti coinvolti e pronti per l’apertura delle porte….fortissima l’emozione….finalmente si comincia!!!
A parte il mio impegno di supporto come staff sono comunque riuscita a godermi alcuni interventi dei prestigiosi ospiti, ogni uno di loro ha dato il contributo personale per trasferire messaggi importanti e di grande spessore sul concetto della leadership. Durante l’evento ho pensato a quanto ho insistito con alcune persone per farle venire e di quanto sono stata felice di averlo fatto, la conferma è stata quando sono stata ringraziata, in maniera a dir poco esagerata. Altrettanto mi è spiaciuto per tutti coloro che per scuse banali o per cose serie chi lo sa, hanno dovuto rinunciare, ogni uno fa l’esperienza che si merita. Venerdì sera la consegna dei premi, Dino Meneghin per lo sport, Red Ronnie per lo spettacolo, Alberto Bomnbassei per il Business e Don Mazzi per il sociale, anche loro come gli ospiti durante la serata hanno arricchito con la loro esperienza di vita, persone notevolmente meritevoli di ricevere un premio alla leadership, e poi ci siamo veramente ammazzati dal ridere con Sergio Sgrilli che ha saputo intrattenere il popolo dell’Arcimboldi, sembrava di essere a Zelig. La scelta di chiamare Sergio ad intrattenere non è stata casuale, lui ha partecipato al talk show con gli ospiti premiati e per farvi ridere, gli ospiti si sono seduti sulle loro sedie con in mano il premio consegnato qualche minuto prima, Sergio Sgrilli per non essere da meno e per non essere a mani vuote si è seduto con in mano un estintore, altrimenti si sentiva a disagio..hahahhahahah, a parte questo particolare e divertente dettaglio, Sergio ha raccontato qualche aneddoto della sua vita e ha toccato il cuore di tutti quanti noi, a volte non pensi minimamente che dietro ad un comico può esserci una triste storia di vita.
Sabato altri fantastici ospiti hanno chiuso alla grande la giornata con Roberto e poi domenica per i corsisti Fly e corsisti Academy al Quark Hotel abbiamo proseguito con Leadership in Action, come mettere in pratica tutti gli insegnamenti del week end, eravamo in 500!! Alla guida Max Bindi e protagonisti tutti i Direttori del Fly, è stata una bellissima esperienza, nonostante l’abitudine di stare tutte le settimane davanti ad un centinaio di persone, 500 fanno il loro effetto, è stato emozionante, mi si è anche felpata la lingua cosa che non mi capitava da un po’ di anni, mi è piaciuto emozionarmi, la mia parte raccontava cosa ho imparato da Roberto in questi anni e soprattutto in questi ultimi due perché lavoriamo insieme alla guida della divisione di Hrd Net, sono orgogliosa di aver fatto questa parte e di aver ricordato a me stessa quanto e cosa ho imparato da lui, quanto mi ha aiutata a rinforzare le mie caratteristiche potenzianti e quanto mi ha aiutata a sviluppare quello che non mi apparteneva proprio, è inutile che pensate…va be dicci cosa hai impartato??? No!! Potevate venire!!! Altrettanto orgogliosa sono stata dei miei colleghi, ho seguito il loro intervento dalla prima fila e devo dirvi che nei due giorni precedenti sul palco sono passati dei personaggi che nella loro vita e nella vita di altri hanno fatto la differenza, quello che hanno fatto i miei colleghi sul palco è dimostrare al pubblico che a quel punto possiamo arrivare tutti e loro hanno dimostrato di essere sulla strada giusta, non necessariamente bisogna diventare un personaggio pubblico per essere un LEADER nella vita.
Chiudo questa condivisione, ringraziando me stessa per aver scelto questa strada e per aver scelto di percorrerla con le persone che mi circondano oggi. Grazie di esistere….
D.B.
21settembre
2011
LEZIONI DA UN MAESTRO
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Giancarlo Johnny Nacinelli, ho avuto il piacere di conoscerlo qualche anno fa, è stato il primo maestro di Roberto Re, e sono felice di averlo come ospite il 26 settembre a Roma, Johnny è un bel personaggio per le sue esperienze di vita ed in particolare per i messaggi che è capace di lasciarti durante i suoi interventi. Ricordo molto bene un suo intervento come ospite al Power Seminar nel 2008, attraverso un suo episodio mi riportò alla memoria il ricordo dell’inizio della mia avventura con Hrd.
Non tutte le opportunità della vita si possono riconoscere, e quando le riconosci non sempre le cogli perché proietti il risultato che potresti avere basandoti su esperienze che hai già vissuto. Questo concetto mi ha fatto ripensare a quando io ho incontrato per la prima volta il mio “maestro”. Nel 2001 andai ad una convention aziendale, e vidi sul palco per la prima volta Roberto Re, da li in poi cominciai ad interessarmi alla formazione, cominciai a prendere informazioni attraverso il sito di Hrd, fino ad arrivare a fare il colloquio per cominciare a collaborare. Ma non è tanto questo che vorrei sottolineare, ma il fatto che avrei potuto perdere quell’opportunità se solo avessi ascoltato le persone che mi dicevano di lasciar perdere, persone per me importanti che mi dicevano di non andare a perdere il mio tempo a Riva del Garda perché non ne valeva la pena, ma per fortuna la mia curiosità e la voglia di andare a vedere proprio perché mi dicevano di non farlo, mi spinse ad ascoltare i miei amici ma di non seguire i loro consigli.
Johnny a quel power raccontò una delle opportunità che perse nella sua vita, quella di comprare in Australia una miniera d’oro. Se oggi mi guardo in dietro e ripercorro il tragitto che ho fatto da quando ho conosciuto il mio “maestro” Roberto Re, posso dire di aver trovato e di aver detto SI alla mia miniera d’oro. Ripensandoci oggi era un evento aziendale, al quale potevo fare a meno di partecipare perché non era della mia organizzazione, potevo ascoltare i miei amici, la mia fu solo curiosità. La domanda è: dove sarei oggi?
Cosa ci impedisce di fare quello che vogliamo fare fino alla fine, cosa ci impedisce di mettere un mattone sopra l’altro, di dire di SI a nuove esperienze? I problemi?
“Non ha importanza la religione: “SIGNORE DAMMI DEI PROBLEMI PER SENTIRMI VIVO”…i problemi ci aiutano a crescere, ci aiutano a diventare più forti, anche i problemi sono delle grandi opportunità. Volete il segreto della felicità, volete veramente sapere come fare ad avere successo nella vita?? Allora andate a vedere cosa fa il 95% della gente e una volta capito…NON FATELO!!!!”
Johnny Nacinelli
Gli amici che mi dicevano di non andare, oggi sono ancora dov’erano allora!
Ti auguro di far parte di quel 5% che invece di stare a casa a riposarsi perché hanno lavorato tutto il giorno, dedica qualche ora alla sua crescita personale, e LUNEDI’ 26 vieni a ROMA a conoscere qualcuno che potrebbe farti scoprire come trovare la tua miniera d’oro.
Ogni uno di noi da qualche parte ha il suo Maestro, anche solo per una sera, e se Johnny fosse il tuo?
D.B.




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